accademia carrara, kilometro rosso bitgeneration_AGUSTIN SANCHEZ
kilometro rosso bitgeneration_AGUSTIN SANCHEZ
Bitgeneration

Il progetto Bitgeneration è stata ideato e curato dal docente di Applicazioni digitali per le arti visive dell’Accademia Carrara di Belle Arti, Agustin Sanchez, che ha coinvolto nove giovani artisti, ancora studenti o già diplomati, nella realizzazione di altrettante opere nate dall’incontro con le competenze e i laboratori del Kilometro Rosso. La mostra Bitgeneration è l’ultima tappa di un percorso durato alcuni mesi durante i quali i giovani partecipanti hanno potuto incontrare i ricercatori del Kilometro Rosso e avere accesso ad alcuni laboratori.
Le opere in mostra sono il frutto di questo confronto, a cui si è aggiunto il lavoro sul Kilometro Rosso portato avanti dagli studenti del corso di Regia dell’Accademia con il professore Francesco Fei. Bitgeneration ha un particolare valore non solo perché ha chiamato alcuni giovani artisti a riflettere sui rapporti tra arte, scienza e tecnologia, intercettando e incrementando una loro vocazione verso questo tipo di sperimentazione.
Il progetto ha un valore ulteriore perché è un esperimento di collaborazione, piuttosto raro in Italia, tra un’accademia di belle arti e l’ambito della ricerca scientifica avanzata. L’Accademia ha impostato la propria didattica sul confronto della pratica artistica con discipline, contesti e saperi differenti, anche attraverso lo sviluppo dei rapporti con le forze più significative della città di Bergamo. L’Accademia Carrara di Belle Arti ringrazia la direzione e tutte le persone del Kilometro Rosso che hanno accolto i giovani artisti e collaborato alla riuscita di Bitgeneration, auspicando che, condividendo la presenza sullo stesso territorio bergamasco, questo progetto sia il punto di partenza per altre sinergiche esplorazioni.

Alessandra Pioselli Direttore artistico Accademia Carrara di Belle Arti
SIMONA BARBAGALLO
SIMONA BARBAGALLO
SIMONA BARBAGALLO
1 km a 2,9 sec, 2012
SIMONA BARBAGALLO
1 km a 2,9 sec.
installazione sonora
2012

Tentativo primo di sincretismo.
Sincretismo può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi eterogenei appartenenti a due o più culture o dottrine diverse. La ricerca sincretica svolta qui ha il solo e semplice scopo di trovare una soluzione pratica dell’arte. Cercare di porre l’arte assieme alla scienza come base dell’innovazione (o di una nuova metodologia di misurazione nel caso specifico), in un nuovo rinascimento tech-noetico e sincretico che ad oggi si sta muovendo di laboratori artistici e in laboratori scientifici. Il passaggio da un’arte estetica a un’arte poietica, ovvero di ricerca, di esplorazione, di creazione.
Il lampo del fulmine, seguito dopo alcuni secondi dal rombo del tuono, è per molte persone la prima prova del fatto che il suono, così come la luce, non viaggia istantaneamente, e che il suono è -- tra i due fenomeni -- più lento.
Utilizzando questa differenza, è possibile stimare quanto lontano si trova il fulmine cronometrando l’intervallo tra la visione del lampo e la percezione del tuono. La velocità del suono nell’aria è di circa 344 m/s. Quindi il fulmine dista dall’osservatore un chilometro per ogni 2,9 secondi cronometrati.
Applicando nello specifico questi due concetti all’unità di misura rappresentata da ‘un kilometro rosso’, la mia ricerca si spinge nella realizzazione di una installazione audio in cui vengono rappresentate le coordinate chilometriche con l’unità di misura del suono/tuono di 2,9 secondi per chilometro come se la struttura fosse in questo caso il nostro fulmine.
‘Il parco ‘Kilometrorosso’ è situato a 3 kilometri dal centro di Bergamo, a 40 kilometri nord di Milano e 140 kilometri dall’intersezione con il Brennero, che è l’ingresso verso la porta dell’Europa centrale.’

SIMONA BARBAGALLO
ERICA BATTELLO
ERICA BATTELLO
ERICA BATTELLO
The Night of Sevens, 2011
ERICA BATTELLO
Qixi - The Night of Sevens
installazione video
dimensioni variabili
2011

La ricerca di una soluzione è infinita, può sempre esserci un nuovo traguardo. Nonostante le dimostrazioni e i risultati scientifici, continuiamo a “credere” nei miti.
Una leggenda della tradizione cinese racconta che Zhinu, un membro immortale della famiglia della Regina del Cielo, e Niulang, un umile pastore, si incontrarono e si innamorarono. Zhinu è rappresentata nel cielo dalla stella Vega e Niulang è rappresentato da Altair. Entrambe le stelle sono in primo piano nel cielo estivo e costituiscono due punti dell’asterismo noto come il Traingolo Estivo.
La leggenda narra che quando la Regina del Cielo scoprì la relazione tra i due innamorati, ordinò il ritorno di Zhinu al suo cielo d’appartenenza, e fece in modo che tra Zhinu e Niulang iniziasse a scorrere un “grande fiume” nel cielo: la Via Lattea (The Milky Way). Un fiume impossibile da attraversare eccetto la settima notte del settimo mese, quando le gazze volando fino al cielo, creano un ponte che permette agli amanti di incontrarsi e trascorrere insieme una sola notte all’anno. Un’altra romantica leggenda cinese, “Il filo rosso del destino”, racconta che il filo invisibile e rosso unisce gli innamorati, destinati ad incontrarsi indipendentemente dal tempo, dal luogo o dalle circostanze; un filo che si aggroviglia ma che non si può mai spezzare. Nell’opera le carte di scoprono una alla volta, il filo rosso si dipana pian piano per rivelare la realtà dalla quale tutto ha inizio e scoprire ciò che sta dietro, che già esisteva, ma che non si era ancora rivelato.

ERICA BATTELLO
ALESSANDRO BELUSSI
ALESSANDRO BELUSSI
ALESSANDRO BELUSSI
Galassie quotidiane, 2011
ALESSANDRO BELUSSI
Galassie quotidiane
video installazione, 10.00 min
2011

Spesso pensiamo all’universo al di là del cielo. Fermo, immutabile all’apparenza ma in continua evoluzione, in continuo cambiamento.
Oltre a questo universo visibile ne esiste uno infinitesimamente più piccolo, un mondo invisibile all’occhio umano ma presente con la stessa forza e importanza, ogni giorno vicinissimo e dentro a noi. Con estrema forza questo micro universo fatto da batteri, cellule e micro organismi si muove, si moltiplica e muta, ci accompagna ogni giorno, è presente ovunque, dentro di noi, fuori di noi, ma raramente ci soffermiamo a pensarci.
Partendo da immagini di queste realtà ho pensato a una proiezione come di una galassia, una galassia non di stelle o pianeti ma formata da micro organismi perché con la stessa attenzione e perizia di un astronomo i ricercatori medici scrutano questi mondi infinitamente vicini. Una video proiezione su carta, l’immagine latente in lento e costante movimento, di cellule illuminate da super microscopi a fluorescenza, immagini che abitualmente servono per la ricerca sulle malattie dell’uomo diventano il pretesto per riflettere sui temi della natura e dell’esistenza dell’uomo.

Non tutti hanno confidenza con questo tipo di immagini. Ingrandirle, portarle fuori dal laboratorio, dal microscopio, significa per me dare occasione anche ad altre persone di riflettere su questi temi e sull’importante lavoro, spesso oscuro, dei ricercatori.

ALESSANDRO BELUSSI
MATTEO GIROLA
MATTEO GIROLA
MATTEO GIROLA
Vicini più prossimi, 2009
MATTEO GIROLA
Vicini più prossimi (Rotterdam), Serie fotografica stampa inkjet su alluminio
dimensioni 60x40 cm
2009

“La ricerca artistica di Matteo Girola corrisponde al tentativo di rendere visibile l’incertezza dell’immagine, noi, così come la persona di spalle che si vede nelle fotografie di questa serie, siamo spettatori di uno spettacolo effimero dove il concetto di realtà vacilla e si sgretola sotto i nostri occhi. Anche Luigi Ghirri, nella celebre serie Diaframma 11, 1/125, luce naturale (1970-1979), fotografava persone di spalle, come statue, mentre osservavano immagini: cartine geografiche, fotografie, dipinti. Ghirri provocando questo cortocircuito visivo suggeriva la sua visione di una realtà ormai compromessa con la finzione, questo senza rifugiarsi nell’emozione del colore, nell’uso ripetuto e stucchevole dello stile, cercando soltanto di instaurare nuovi rapporti dialettici con il mondo.

Fotografare la realtà è prima di tutto uno strumento di comprensione, Girola utilizza la fotografia in questi termini, riflettendo sulle modificazioni dell’immagine e della realtà che riproduce, condizione quanto mai frequente nella società contemporanea. L’artista provoca degli “incidenti”, delle distorsioni, scaturite dall’esigenza di rendere visibile l’incertezza della realtà. Per fare questo ha scelto di realizzare fotografie di persone che si affacciano, dandoci le spalle, a un mondo scomposto in pixel. Lo fa accostando parti della stessa immagine, acquisita dallo scanner in risoluzioni differenti, e utilizzando l’interpolazione “vicina più prossima”. Da qui nasce il titolo della serie. Questo semplice trucco sembra rompere l’incantesimo illusoreo che la fotografia solitamente provoca, la sovrapposizione delle due parti svela la trama dell’immagine digitale, ne rivela la composizione, ma anche il suo possibile decadimento, abbattendo così quel sottile confine fra realtà e finzione che sempre più caratterizza il nostro tempo.”

Luca Panaro
JURI MERATTI
JURI MERATTI
JURI MERATTI
01001000...., 2012
Juri Meratti
01001000 01001111 01001101 01001111
video installazione interattiva
2012

Tramite l’ausilio di due antenne un segnale video viene inviato dal lettore dvd al proiettore, quest’ultimo proietta il video nero sul retro della tela pittorica. Le antenne sono posizionate ai lati opposti dello spazio espositivo, in modo tale che le connessioni wirwless, i telefoni cellulari e le persone stesse presenti alla mostra, provochino delle interferenze disturbando il segnale video, rendendo visibile il fruscio sulla superficie della tela pittorica.

L’uomo crea la tecnologia e la tecnologia ridefinisce l’uomo e ciò che lo circonda. La concezione elettromagnetica dell’universo ha permesso di concepire la realtà come un insieme di elementi immersi in uno spazio non più vuto, nel quale viaggiano una grande quantità di informazioni. L’opera rende tangibile un fenomeno invisibile ma che caratterizza sempre più il mondo in cui viviamo, un mondo immateriale, etereo, nel quale il nostro rapporto con la realtà è sempre più mediato dalla tecnologia che ne fa una riproduzione sintetica, traducendo ogni cosa in codice binario, sequenze di 1 e 0, tendenza alla quale nemmeno l’arte sembra essere immune. Tutto questo ha effetti sulla vita degli uomini, sulle nostre capacità cognitive e sulle possibilità di esperire… più aumentiamo le nostre possibilità di conoscere e di interagire a distanza più il nostro rapporto con la realtà diventa virtuale. Forse il nostro stesso corpo potrà essere codificato un giorno, smaterializzato e ricomposto a piacimento.

JURI MERATTI
KILOMETRO ROSSO
KILOMETRO ROSSO
BITGENERATION
arte e scienza connubio di scoperta e invenzione
a cura di AGUSTIN SANCHEZ

promosso da Accademia Carrara di Belle Arti
in collaborazione con Kilometro Rosso
patrocinato da BergamoScienza

8 - 20 ottobre 2012
inaugurazione: lunedì 8 ottobre - ore 18.00
Kilometro Rosso
“Piazza delle idee” del Centro delle professioni
Via Stezzano, 87 - Bergamo
Bitgeneration è un progetto incentrato sull’analisi delle possibilità espressive e comunicative dei new media, considerati protesi tecnologiche estensive delle proprietà umane, fruibili attraverso i bit. Video, installazioni multimediali e sonore, fotografie digitali e forme di digital art costituiscono un mondo articolato di possibilità che gli artisti coinvolti hanno inteso indagare.
L’incontro con le risorse e le competenze dei laboratori del Kilometro Rosso ha permesso agli artisti di confrontarsi con la ricerca scientifica e tecnologica più avanzata, dando vita a uno scambio produttivo e riflessivo sulle contaminazioni tra arte, scienza e tecnologia.
Gli artisti selezionati per la mostra sono: Simona Barbagallo, Erica Battello, Alessandro Belussi, Eric Davanzo, Tiziano Doria, Matteo Girola, Juri Merati, Carloalberto Treccani, Simone Tormento.
In mostra vi sarà, inoltre, una selezione di video sul Kilometro Rosso realizzati nell’ambito del corso di Regia dell’Accademia Carrara di Belle Arti.
Per questo, la mostra Bitgeneration può essere considerata la parte finale di un percorso di collaborazione tra diversi saperi e metodi di indagine della realtà, tra la ricerca scientifica e quella artistica.

Allestimento: Lia Ronchi

Per informazioni: tel. 035 399666
e-mail: segreteria@accademiabellearti.bg.it
www.accademiabellearti.bg.it, www.kr.bitgeneration.org
Accademia carrara,kilometro rosso bitgeneration_AGUSTIN SANCHEZ
kilometro rosso bitgeneration_AGUSTIN SANCHEZ
AGUSTIN SANCHEZ


BITGENERATION/arte e scienza connubio di scoperta e invenzione
a cura di AGUSTIN SANCHEZ

Artisti quali inventori, ricercatori di conoscenza, spinti a scoprire nuove forme di comunicazione e ad analizzare nuove realtà mediatiche e informatiche.
Artigiani, maestri, alchimisti, innovatori di un’era, che ci riportano, con stupore e curiosità, a ritrovare uno spiraglio di umanità all’interno di un sistema.

Oggi siamo di fronte a uno sviluppo scientifico-tecnologico che viaggia senza divieti di velocità. “L’acceso libero” ai nuovi sistemi di comunicazione mediali è composto da strumenti tecnologici sempre più sperimentali che ci guidano verso un cambiamento evolutivo nella percezione spazio temporale, dove l’ubiquità di essere contemporaneamente in tempi e spazi differenti, ci appartiene in modo quasi indiscriminato.
Non è più necessario entrare in una condizione mentale estatica di estraniazione spazio-temporale: basta premere un pulsante per andare altrove, lo spazio fisico reale rimane lì, così vicino così lontano da essere quasi impercettibile.

È necessario capire cosa spinge i fautori di tali prodigi: la conquista del mondo? Appropriarsi del mercato? Il benessere umano? O la semplice curiosità del sapere? A noi basterà capire che gli artisti, il gruppo di cui ci stiamo occupando, potrebbero trovarsi a rispondere a qualsiasi di questi quesiti e la cosa importante è comprendere il loro grande contributo, a volte indispensabile, allo sviluppo tecnologico.
In questo breve testo vorrei citare una delle collaborazioni artistico/scientifiche dove i risultati hanno portato allo sviluppo di nuove metodologie di rappresentazione dell’immagine. Nel 1963 Kenneth Knowlton, allora ricercatore e artista presso Bell Laboratories AT&T e già pioniere della computer graphics, sviluppò il software per l’animazione bitmap BEFLIX creando una nuova metodologia per la realizzazione di filmati.
Questa invenzione diede così maggiori possibilità all’industria cinematografica, non solo nel campo dell’animazione ma, successivamente, nel mondo dell’editing digitale (ha lavorato in un certo numero di film, tra cui Poemfield di Stan Vanderbeek e Kenneth Knowlton, realizzato al Bell Labs nel 1966). Nel 1966, quando Kenneth Knowlton e Leon Harmon1 intuirono la possibilità di generare un’immagine digitale composta per intero da caratteri AscII, ai numeri binari dell’immagine digitalizzata vennero associati simboli tipografici.
Questa composizione, fatta da modelli matematici ben definiti, si sviluppa allo scopo di generare quella che sarà la prima immagine processata. Il primo esempio è l’immagine Studi di percezione 1 del 1966.

L’unica cosa che rimane da chiarire è l’intenzione: produrre immagini con limitati mezzi di rappresentazione quali stampante ASCII, dove i caratteri utilizzati per comunicare verbalmente vengono usati per comunicare visivamente? Oppure sviluppare un nuovo linguaggio? Qualunque sia la risposta, quello che resta importante è il “processo”; la ricerca di una soluzione suggerita dalla necessità di creazione.

AGUSTIN SANCHEZ